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M° Donato Marchesani Come la penso… Ciascuno di noi ha una propria attitudine musicale, un “talento” (troppo spesso, purtroppo, inesplorato) che andrebbe assecondato e opportunamente stimolato. La didattica musicale tradizionale, costituita dai cosiddetti “metodi” (molti dei quali ideati e realizzati nel lontano ‘800, un esempio su tutti: il metodo di solfeggio BONA), costringe l’allievo a mettere da parte la propria personalità artistica, i suoi “gusti” musicali, il modo di sentire e vivere il linguaggio musicale. Un
buon insegnante deve lavorare sul talento dei propri allievi.
È l’insegnante che deve adattarsi all’allievo, seguire le sue
inclinazioni e facilitare il suo apprendimento; non viceversa. Per fare
questo occorre che conosca a fondo i processi cognitivi che stanno alla
base dell’apprendimento e tenerne conto nel quotidiano rapporto
didattico con l’allievo. Obiettivi I due principali obiettivi del corso di musica sono: a) studio del linguaggio musicale, a partire dalla lettura e scrittura della musica, fino a giungere agli elementi essenziali della composizione e dell’improvvisazione nei vari generi musicali (rock, blues, jazz, ecc.); b) studio della chitarra (classica, elettrica), partendo dalle sue componenti meccaniche, fino ad arrivare all’esplorazione di tutte le possibilità espressive che essa offre al linguaggio musicale. Indicazioni
didattiche - Teoria e solfeggio: approccio alla teoria e alla notazione musicale attraverso l’utilizzo di strumenti ritmici (affinché la “teoria” non diventi qualcosa di “estraneo” rispetto all’esperienza musicale e al suono), struttura e sintassi del discorso musicale (inciso, semifrase, frase, periodo, ictus musicale, note reali, note di passaggio, note di volta, cromatismi, ecc…). - Educazione dell’orecchio: riconoscimento
degli intervalli, dettato musicale, elementi di educazione
dell’orecchio “armonico”, riconoscimento degli accordi e dei
rapporti che li legano al sistema tonale. - Armonia e composizione: teoria
e costruzione degli accordi
nel sistema tonale (tonalità maggiore, minore naturale, min.
armonica e min. melodica, circolo di dominanti, sostituzioni,
tonicizzazioni, modulazioni, interscambio modale, sostituzioni di
tritono, ecc…), sistema modale (scale modali costruite sul modo
maggiore e sul modo minore, frammenti di modo, movimento delle
“voci”, ecc…), sistema a-tonale e elementi di musica dodecafonica. - Tecnica: tecniche dell’arpeggio classico (tocco libero, appoggiato, ecc.); tecniche chitarra elettrica, alternate picking, skip picking, sweep picking, hammer on, pull off, bending, tapping, tapping polifonico, muting, ecc... analizzando il loro utilizzo nella tecnica di diversi chitarristi (a partire da Segovia, fino ad arrivare a maestri del Blues (Muddy Waters, B.B. King, J. Hendrix, S.R. Vaughan...), del Jazz (Django Reinhardt, W. Montgomery, K. Burrel, S. Jordan…), del Rock-Metal (Y. Malmsteen, J. Satriani, E. Van Halen, S. Vai…).
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P E V I - P I A N O F O R T I . C O M |
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