|
American
Piano Music
C. Corea :
Children’s
song n° 19 – 16 – 12.
1941
M. Lo Muscio : Preludio n°2 “Night
Song”1971
Preludio
n°1 “Blue-Prelude”
D. Shire : Blues for Harry
*1937
L. Tristano :
“Requiem”
in memoria di Ch. Parker
*
1919-
1978
B. Priestley :
Song
: “Too Much”
1946
N. Kapustin :
2
Preludi op.53 in “Jazz
Style”
1937
K. Jarrett :
Staircase
Part III *1945
Song : “The Cure” *
Blues from “Roma Concert” *
Blues from “Paris Concert” *
Heartland from “Bregenz Concert” *
A. Banks :
Song
: “Firth of fifth” *
1950
*
Trascrizione di Marco Lo Muscio.
Indietro
ORGAN
VISIONS
B.
Slogedal :
Variations on a Norwegian folk-tune :
1927
Koral – Song – The sound of the flute –
Langelik – Song of Joy
C.
Tournemire :
From “Petites
fleurs musicales” :
1870-1939
Prélude n°1 – Rapsodie
Sacrée
Prélude n°4 – Toccata
P.
Spicer :
Toccata on Hymn “God defend New Zeland”
1952
H.
Howells :
Master Tallis’s testament
1893-1983
D.
Bourgeois :
Variations on
a theme by H. Howells op.87 :
1941
Pavane – Dance – Sicilienne – Elegy –
Mephisto Valzer – Passacaglia.
R.V.
Williams :
Prelude
from “Phantasie Quintet”
1872-1958
(trascrizione di Marco Lo Muscio)
G.
Thalben-Ball :
Variations
on
a theme by Paganin for Pedals
1896-1987
J.
Weaver :
Passacaglia on
a theme by Dunstable
1937
R.
Strauss : Introduction
a “Also sprach Zarathustra”
1864-1949
(Trascrizione di Marco Lo Muscio)
Indietro
PIANO
PROGRAMME SAMPLE II
L.
Boulanger :
Dai Troix Morceaux : D’un
viex jardin
1893-1918
C.
Tournemire : Dai 12 “Préludes-Poèmes”
:
1870-1939
N°9 “Meditation sur le Pére”
N°10
“Meditation sur le Fils”
N°11
“Meditation sur le Saint-Esprit”
N°12 “Glorification de la Trinité”
P.
Glass :
Metamorphosis
: I – II – III – IV –
V .
1937
D.
Agay :
Dai Seven Pieces : “Prelude
for a Fair Tale”
1911
E.
Rautavaara : Etudes:
n° 1 (Terze) – 3 (Tritoni) – 6 (Quinte)
1928
R.
Sakamoto :
Da “BTTB”
: Aqua – Energy flow –
Sonatine .
1952
(Trascrizioni di Marco Lo
Muscio)
S.
Hackett :
From
“Bay of Kings”: Horizons
1950
From “Bay of Kings”: Petropolis
From “Momentum”: A bed, a chair,
a guitar.
(Trascrizioni
di Marco Lo Muscio).
Indietro
Associazione
Longo (AXA-Roma)
Articoli
a cura di Toni Canturi
Concerto
del 2 dicembre 2001
Pianista
Marco Lo Muscio
Marco Lo Muscio: è bravo? Certamente, ma noi vogliamo dire di più,
Marco è "Bravissimo" e lo si deduce non soltanto dalla
preparazione professionale e tecnica, dalla vasta cultura in materia
musicale (lo dimostra sempre), ma soprattutto, ed è la cosa più
importante, dalla dimostrazione pratica nell'eseguire i brani che presenta
con una sensibilità interpretativa tale che lo avvicina molto agli autori
dei brani stessi. Potremmo sembrare esagerati se non avessimo conoscenza
di quanto sia importante per un interprete riuscire a toccare la
sensibilità dell'ascoltatore e penetrare con dolcezza e lentamente nel
suo animo, e noi non lo siamo perché Marco Lo Muscio è tutto questo. Il
pianista e grande studioso Lo Muscio conosce molto bene i brani che si
accinge ad eseguire, "sa" leggere nella loro anima nascosta, sa
carpirne i messaggi, li assimila, li elabora certamente con la sua grande
sensibilità e quindi li "offre" al pubblico che non può
esimersi dall' ammirarne, insieme alla grande e seria preparazione
professionale, la immensa naturale convivenza con la musica.
Nel concerto del 2 dicembre all'Axa, tenuto per la nostra Associazione,
Marco Lo Muscio è stato un'altra volta, ed in tal senso, grande ed in
certi momenti ci è sembrato, e non solo a noi che amiamo moltissimo anche
la musica jazz, di ascoltare delle interpretazioni molto vicine a quelle
degli autori che Marco ha voluto inserire nel suo programma di sala.
Tutto il pubblico ha applaudito Marco con affetto e ammirazione, quasi
commosso dalla semplicità di questo grande interprete che, nonostante il
successo, mantiene ben saldi i piedi per terra quasi volesse schernirsi e
chiedere scusa di essere BRAVISSIMO.
Ma la grinta, nella vita, non è mai controproducente quando bisogna
difendere i propri valori!!!…
Concerti dell'11 febbraio e 4 marzo 2001 ( Marco Lo Muscio e Daniele
Adornetto)
Concerto dell'8 aprile 2001 ( Gabriella Nicelli)
- Pianoforte-
Per il concerto dell'11 febbraio u.s. l'Associazione ha ospitato, per
la prima volta, un giovane pianista che, nonostante il programma
presentato del tutto nuovo, al di fuori dei soliti canoni e per questo non
certo facile, ha dato una grande prova del suo talento, della sua
professionalità, della sua preparazione. Il pubblico ha dimostrato,
ancora una volta, che le scelte operate dall'Associazione lo rendono
sempre e completamente partecipe e soddisfatto e lo dimostra con il calore
che infonde nelle manifestazioni di consenso che tributa agli esecutori
con i lunghi e sentitissimi applausi. Di Marco Lo Muscio parleremo più a
lungo dopo il suo prossimo concerto che eseguirà per noi nel mese di
maggio p.v. e precisamente il 27, concerto che sarà particolarmente
dedicato al jazz, mondo musicale che Marco conosce molto bene e ama come
tutta quella musica che abbraccia la vasta produzione così detta
"classica", dove egli naviga a gonfie vele sia per competenza
che per larghissima libera scelta.
Indietro
Recensioni
Dischi
Video Lapaginadellorgano.it
Organ Visions II
Organista: Marco Lo
Muscio
DDD - Studio Amadeus 0005
Recensione
di Federico Borsari
a
seconda recensione di questa pagina riguarda un disco che riserva diverse
gradite sorprese e che tratta un repertorio che non molto spesso si riesce
ad ascoltare, soprattutto se -come in questo caso- interpretato ed inciso
da un organista italiano. In questo gradevolissimo CD, in effetti,
possiamo trovare una buona rappresentanza di brani del Novecento
Britannico, unitamente a qualche brano di diversa estrazione e ad alcune
pregevoli trascrizioni, opera dell'interprete.
Purtroppo ci siamo perduti, nelle nostre passate recensioni, il primo
volume delle "Organ Visions", ma possiamo dire tranquillamente
che questo disco prosegue nell'esplorazione di un repertorio particolare e
che si discosta dalle solite produzioni discografiche monotematiche. In
effetti qui troviamo brani di alcuni "mostri sacri" della musica
organistica britannica moderna e contemporanea quali Howells ("Master
Tallis's Testament"), Weaver ("Passacaglia su un tema di
Dunstable"), Walton ("Musiche per il Riccardo III") e Steel
("Cascades d'Allegresse"), unitamente ad uno stupendo e
semisconosciuto brano ("Alleluyas") di Simon Preston. Accanto a
questa finestra aperta sull'organo inglese contemporaneo, troviamo le
bellissime "Variazioni su di un canto norvegese" di Bjarne Sløgedal,
autore norvegese contemporaneo, che in questo brano coniuga splendidamente
forme organistiche classiche e moderne con un tema di carattere
spiccatamente popolare e folcloristico. Possiamo quindi apprezzare un paio
di "chicche" di Tournemire ("Rapsodia" e
"Toccata"), tratte dai suoi "Petits Fleurs Musicales",
ed una bella trascrizione delle "Gymnopedies" di Satie, a cui si
affianca, come apertura del disco, la trascrizione della prima parte di
"Also sprach Zarathustra" di Strauss. A completare questo
viaggio, Marco Lo Muscio ci propone due sue trascrizioni di antiche
musiche inglesi: un Preludio in forma di danza scritto da Enrico VIII ed
una Marcia di Purcell.
Diciamo subito che, a rigore di filologia, questa mescolanza di autori può
fare storcere il naso a più di un purista, soprattutto se teniamo conto
che la maggior parte delle produzioni discografiche organistiche di oggi
tengono ben aperto un occhio di riguardo alla coerenza storica e
musicologica. Da parte nostra, invece, riteniamo che questo disco abbia
una sua coerenza ed integrità, prima di tutto per la sua rispondenza alle
caratteristiche musicali che l'organista predilige, e poi per questo
aspetto -sottolineato dal titolo- di viaggio visionario nel mondo
dell'organo e della sua musica, presentata in un modo quasi onirico e
staccato dal tempo e dallo spazio.
Marco Lo Muscio è un giovane interprete della nuova scuola organistica
italiana. Diplomato in pianoforte con il massimo dei voti e perfezionatosi
presso l'Academia "Cristofori", si sta perfezionando in organo e
composizione organistica a Roma presso James Edward Goettsche. Il suo
repertorio organistico spazia dalle opere di Johann Sebastian Bach fino
agli autori contemporanei, ma la sua predilezione corre agli autori
americani, inglesi e francesi del Novecento. Molto attivo anche nel campo
della composizione, si dedica anche alla trascrizione organistica ed al
concertismo. Ha al suo attivo decine di concerti e molte registrazioni
radiofoniche e televisive. Ha inoltre una spiccata predilezione per la
musica jazz, in particolare per le composizioni di Keith Jarrett, delle
quali ha proposto sue trascrizioni. In questo disco egli dimostra una
tecnica solida e robusta, che trae dal pianoforte le sue caratteristiche
più spettacolari, senza peraltro travalicare mai il confine che passa tra
un'interpretazione energica e brillante ed il virtuosismo fine a se
stesso. Sotto questo punto di vista egli si dimostra ottimo erede di quel
concertismo organistico italiano che privilegia gli aspetti musicali dei
brani rispetto a quelli effettistici e che ha avuto in Germani il suo
massimo esponente e che ancora oggi viene tramandato dai suoi allievi alle
nuove generazioni.
Splendida la scelta dello strumento, l'organo della chiesa anglicana di
All Saints in Roma, uno stupendo tre tastiere di britannica fattura che
sembra fatto apposta per l'esecuzione delle musiche contenute in questo
disco.
Un ultimo cenno, come di solito, per le registrazioni, effettuate nel
Giugno dello scorso anno. Per essere una delle prime produzioni di questa
casa discografica, la presa di suono è ottima e la presenza sonora dello
strumento, in tutti i suoi piani sonori, è perfetta, con una giusta e
quasi naturale dose di riverbero che ne sottolinea le possibilità
fonico-timbriche senza peraltro penalizzarne le sonorità più delicate.
In definitiva, un ottimo disco che consigliamo volentieri a tutti gli
appassionati.
Indietro
|