CONCERTO CONFERENZA:  “HANS HAUG E LA SUA MUSICA PER CHITARRA”

La performance è il frutto di un pluriennale interesse nei confronti del compositore svizzero, manifestatosi con l’esecuzione del Concertino per chitarra e orchestra nel 2000 (in occasione del centenario della nascita dell’autore) e la realizzazione di una Tesi di Laurea in Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo dal titolo “Hans Haug e la sua musica per chitarra”, nel 2005 (Relatore: Prof. Agostino Ziino; Correlatore: Prof. Giorgio Sanguinetti).

Tale lavoro di ricerca è stato pubblicato nel corso del 2006 da “Il Fronimo”,  rivista chitarristica tra le più prestigiose in Italia.

 

Scopo del lavoro è quello di rivalutare la figura di Hans Haug, ed in particolar modo la sua musica per chitarra, facendo conoscere brani sconosciuti alla gran parte dei chitarristi ed offrendo per la prima volta uno sguardo organico ed articolato su un compositore troppo a lungo dimenticato.

                                                            

La performance si articola in due parti.

La prima parte: il Concerto; prevede l’esecuzione di tutti i brani per chitarra sola scritti da Hans Haug. La sua durata è di circa 35 minuti. I brani da eseguire sono i seguenti:

 

-         Alba;

-         Preludio;

-         Étude (Rondo fantastico);

-         Passacaglia;

-         Prélude;

-         Tiento;

-         Toccata.

 

Dopo un intervallo di 5 minuti ha inizio la seconda parte: Conferenza (in italiano).

Con l’ausilio di una presentazione in Power Point, verranno proiettate immagini e frasi chiave commentate dal relatore.

Verranno presentati al pubblico dei cenni biografici su Hans Haug, uno sguardo panoramico sul catalogo completo delle sue opere, una contestualizzazione spazio temporale della sua figura di compositore e, per concludere, un’analisi dettagliata delle opere per  e con chitarra.

La durata della Conferenza può variare da un minimo di 40 a un massimo di 60 minuti, a seconda del tempo a disposizione.

 

La durata complessiva varia dunque tra gli 80 e 100 minuti. Si tratta di un lavoro affascinante sia per le belle musiche da ascoltare che per il suo valore storico e musicologico.

 

È richiesto un impianto di amplificazione per la chitarra, qualora lo spazio scelto per il Concerto lo renda necessario.

È indispensabile la presenza di un proiettore da collegare al Pc portatile del relatore per la presentazione in Power Point.

LA CHITARRA DAL BAROCCO AD OGGI”

             Si tratta di uno spettacolo della durata di circa un’ora: un viaggio nel tempo attraverso i grandi classici del repertorio chitarristico, con musiche di autori che vanno dal periodo barocco ai nostri giorni.

 

            Nella fattispecie, il programma prevede musiche di J.S. Bach (Ciaccona); D. Aguado (Rondò brillante n.3); M. De Falla (Homenaje); F. Martin (Quattro pezzi brevi); H. Haug (Preludio, Tiento e Toccata); M. Castelnuovo-Tedesco (Capriccio diabolico).

 

            La prima parte del concerto termina con l’ Homenaje di De Falla e propone in ordine cronologico tre brani. Si inizia con una trascrizione inedita della Ciaccona, realizzata da Alberto Ponce ed estremamente fedele all’originale per violino. Il Rondò brillante n.3 di Aguado è un brano poco conosciuto estremamente virtuosistico e dotato di una freschezza melodica, per l’appunto, “brillante”.

La seconda parte è dedicata al Novecento storico. Si tratta di brani scritti per Segovia, ma che nel corso del secolo scorso hanno seguito destini differenti. I Quattro pezzi brevi di Martin non furono apprezzati da Segovia, ma entrarono nel repertorio chitarristico, dopo aver subito diverse revisioni, grazie a Bream.

Il Preludio, Tiento e Toccata pure non furono mai suonati da Segovia. L’interesse da parte dei chitarristi nei confronti di Haug è sempre stato scarso finora. Mi sono dedicato molto a questo compositore fino a dedicargli una tesi di Laurea in DAMS, pubblicata parzialmente dalla rivista “Il Fronimo”, e all’esecuzione del suo Concertino per chitarra e orchestra. Finalmente grandi concertisti di fama internazionale (come ad esempio David Russel) stanno cogliendo il valore di questi brani,inserendoli nei propri programmi da concerto.

Il concerto si chiude col Capriccio diabolico di Castelnuovo-Tedesco. Un brano che non ha bisogno di presentazioni: ideale per concludere un recital per la sua brillantezza e frenetico virtuosismo degni di Paganini, alla cui figura il brano rende omaggio.

 

 

“CHANSONS D’EUROPE” 

            Si tratta di uno spettacolo della durata di circa un’ora, un viaggio attraverso l’Europa e le sue culture musicali realizzato mediante la chitarra.

 

            I brani in programma sono arrangiamenti per chitarra di musiche d’autore o canti popolari divenuti parte integrante della cultura delle loro regioni di provenienza. Si tratta pertanto di brani orecchiabili e immediatamente riconoscibili anche per un pubblico poco attento al repertorio classico chitarristico. Nonostante ciò, gli arrangiamenti sono particolarmente riusciti ed accattivanti, in grado di esaltare le doti “spettacolari” dello strumento perché curati da raffinati chitarristi compositori i cui nomi prestigiosi sono orami parte della storia gloriosa della chitarra. Ad esempio: le canzoni francesi sono state elaborate da Roland Dyens, quelle catalane da Miguel Llobet, le canzoni napoletane da Alirio Diaz.

 

            La scelta di canti di tali regioni d’Europa è giustificata dalla matrice culturale ed artistica del sottoscritto: originario dell’Italia meridionale e formatosi in Francia con un maestro catalano come Alberto Ponce.

 

            La scelta dei brani da inserire in programma è molto duttile. Ciò conferma la leggerezza dello spettacolo, che può variare di durata e consistenza anche in corso d’

 

 

“Due chitarre del Novecento”

 

è un recital dedicato alle composizioni scritte e trascritte per due chitarre da autori del Novecento.

Esso si articola in due parti, separate da un intervallo di massimo 10 minuti, di cui la prima della durata di 25 minuti, la seconda di 30 minuti, per un tempo complessivo di circa 1 ora.

Il programma ha riscosso unanimi consensi di pubblico e di critica nelle più svariate cornici musicali italiane, come gli studi radiofonici di RAI – RADIOTRE, il Festival Internazionale Chitarristico “Onde sonore” di Sassari, il Festival Internazionale delle Nazioni “Concerti del Tempietto” inserito nella programmazione della “Estate romana 2005”, il tabellone estivo della Provincia di Potenza, sia in luoghi chiusi che all’aperto.

Il nome del Mirror Guitar Duo deriva dalla posizione simmetrica delle due chitarre visto che il Santarsiero è mancino.

I due chitarristi hanno vissuto una comune esperienza formativa durante gli anni di studio nel Conservatorio di Potenza col M° Griselda Ponce de Leòn e successivamente all’Ars Academy di Roma col M° Arturo Tallini e sono legati da profonda e sincera amicizia.

Le prime esperienze del duo risalgono al 1999; nel 2000 giungono le prime affermazioni in concorsi nazionali di musica da camera e i primi concerti in varie città d’Italia. Il repertorio proposto all’epoca si componeva di brani del XIX e XX secolo, incluse trascrizioni.

Dal 2004 in poi il Duo si dedica esclusivamente al repertorio del Novecento, considerato più accattivante; l’attenzione è focalizzata principalmente su musiche originali, che fortunatamente sono numerose, valide ed eterogenee, grazie all’attenzione rivolta a questa formazione strumentale da molti compositori (anche non chitarristi). Le trascrizioni, molto diffuse nei primi decenni del ‘900, come ad esempio quelle di Emilio Pujol, vengono interpretate dal duo come testimonianza storica dell’evoluzione della letteratura per due chitarre.


PROGRAMMA DEL RECITAL

 

E. Granados – Danza spagnola n° 2 “Oriental”

 

M. Castelnuovo-Tedesco – Sonatina canonica op. 196

- Mosso, grazioso e leggero

- Tempo di Siciliane (Andantino)

- Fandango e Rondeau (Moderatamente mosso)

 

M. De Falla – La vie breve

 

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L. Brower – Micropiezas

 

P. Petit – Tarantelle

 

J. Rodrigo – Tonadilla

- Allegro ma non troppo

- Minuetto pomposo (Andante)

- Allegro vivace

 

A. Piazzolla – Libertango


Il primo brano è la Danza spagnola n° 2 “Oriental” di Enrique Granados, trascrizione per due chitarre dal pianoforte a cura di Michelangeli e Peruggini. Si tratta di un esempio di trascrizione ben riuscito, che conserva l’atmosfera suggestiva dell’originale, arricchita dalla varietà timbrica delle due chitarre.

Il secondo brano è la Sonatina canonica scritta da Mario Castelnuovo-Tedesco, dedicata al duo Presti-Lagoya, che si articola in tre movimenti: Mosso, grazioso e leggero - Tempo di Siciliane (Andantino) -  Fandango e Rondeau (Moderatamente mosso). Tutti e tre i movimenti sono caratterizzati dalla scrittura a canone, le due chitarre si muovono su registri differenti e spicca in maniera inequivocabile la brillante ispirazione belcantistica, tipicamente italiana, dell’autore.

Il terzo brano, che conclude la prima parte del concerto, è “La vie breve” di Manuel De Falla, trascrizione dall’originale per orchestra di Emilio Pujol. In questo caso i tratti tipicamente iberici dell’originale bene si conciliano con la sonorità delle chitarre, anche se manca spesso la pienezza, la profondità e la versatilità dell’orchestra.

La seconda parte inizia con i quattro “Micropiezas” di Leo Brower, omaggio a Darius Milhaud, tutti animati da forte incisività ritmica di chiara matrice sudamericana e da ricchezza timbrica resa possibile dalla profonda conoscenza dello strumento da parte dell’autore.

Segue la “Tonadilla” di Joaquìn Rodrigo, dedicata anch’essa al duo Presti-Lagoya, articolata in tre movimenti: Allegro ma non troppo - Minuetto pomposo (Andante) - Allegro vivace. Anche in questo brano, come nel Concierto de Aranjuez, l’autore ripropone le atmosfere tipiche del folklore spagnolo.

Il brano successivo è la “Tarantelle” di Pierre Petit, sempre dedicata al duo Presti-Lagoya. E’ un’originale omaggio alla tarantella napoletana, le cui peculiarità ritmiche fungono da pretesto per spaziare tra melodie e armonie sofisticate e raffinate.

Conclude il concerto il famoso brano “Libertango” di Astor Piazzolla, la cui versione per due chitarre, elaborata dal Mirror Guitar Duo, propone una lettura originale e suggestiva, ricca di soluzioni timbriche e dinamiche assai contrastanti.

 

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E’ stato detto di lui…

 

“You are an excellent guitarist, very musical and with an excellent technique and very considered approach” (Carlos Bonell).

 

“Begeisternd die Soli des Gitarristen und Musikstudenten Alfonso D’Avino u.a. mit einem Stuck von Claude Debussy“ .

„Dank der guten Lautsprecheralange kam auch der Gitarrist Alfonso D’Avino mit meisterhaftem Spiel als Solist und Chorbegleiter zur Geltung“  (Steinenbronner Nachrichten – stampa tedesca).

  

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